Review Last Night in Soho: “Vite parallele” sobre el film de Edgar Wright

“Se potessi vivere in qualsiasi posto e tempo, vivrei qui, a Londra, negli anni ’60.”

Presentato fuori corso al Festival di Venezia 2021 indica già nel titolo il periodo storico nel quale ci vuole accompagnare per mano.

Il film deve il nome, infatti, da una canzone pubblicata nel 1968, del gruppo pop Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich ed è inoltre il primo film di Edgar Wright con una protagonista femminile. Due, in realtà.

Troviamo Thomasin McKenzie che interpreta il ruolo di Eloise, una ragazza cresciuta in Cornovaglia con un passione per la moda che va oltre la semplice vocazione. Il suo dono è un diritto di nascita e lo vive con il costante ricordo della madre scomparsa, fatto per il quale ancora si trascina le dolorose conseguenze che le creano allucinazioni e disturbi d’ansia.

L’altra incredibile protagonista femminile è Anya Taylor-Joy nel ruolo della vivace e talentuosa Sandy, determinata a fare carriera nel mondo dello spettacolo.

La forza di questa pellicola inizia nel momento in cui il regista ci porta a vedere il mondo attraverso uno specchio. La passione sfrenata che Eloise ha nei confronti della Londra degli anni ‘60, sia musicale che artistica, la conduce a vivere una sorta di doppia vita con gli occhi della bella Sandy, la quale si trova costretta ad accettare tutta una serie di compromessi per tentare di raggiungere i propri obiettivi.

La gioia e l’entusiasmo iniziale così irrefrenabili da scatenare in Eloise un’ispirazione artistica come fosse dominata da un fuoco interiore, si trasformano ben presto in qualcosa di molto simile all’ossessione che la porterà sull’orlo del baratro così come vi era arrivata Sandy prima di lei.

L’abile costruzione della sceneggiatura è sulla sottile linea che separa le due vite parallele. Sono solo visioni di una ragazza affascinata da un altro tempo o sono fatti reali che hanno in qualche modo collegato le due ragazze, seppur in epoche diverse?

Ci si ritrova a correre tra stanze, corridoi bui, uomini affamati di potere e al contempo anche rincorrere la realtà, che cerca di rifugiarsi in un passato che sembrava poter svolgere il compito di luogo sicuro ma che, a conti fatti, si rivela solo fonte di ulteriori angosce e terrore.

Cosa fa più paura, il presente o il passato?

Eloise, come nessuno di noi, può rispondere consciamente a questa domanda perché, come accade nel film, spesso le nostre angosce rappresentano anche le nostre più grandi attrazioni e si finisce con il bramarne la compagnia pur avendo la consapevolezza che ne pagheremo il prezzo.

E un prezzo, alla fine, qualcuno lo pagherà molto caro.

Con Last Night in Soho Edgar Wright, ci offre un thriller psicologico con sfumature horror e ci guida, ci rimbalza da una vita all’altra, da un’esistenza all’altra conducendoci in un imbuto insieme alle due protagoniste e lasciandoci qualche indizio sparso qua e là con il quale poter trarre le nostre conclusioni e, perché no, porci anche le nostre domande.

Il passato è davvero meglio del presente?

Di Matteo Orlandi

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  • Matteo Orlandi è il autore del romanzo «Mabel». Disponibilie in ogni libreria d’Italia, su Amazon e IBS dal 28/04/22. Per info, trama è preordini il romanzo per favore vedere qui.

«If I could live in any place and time, I would live here in London in the 1960s.»

Presented off-course at the 2021 Venice Film Festival, it already indicates in the title the historical period in which it wants to accompany us by the hand.
The film takes its name, in fact, from a song published in 1968, by the pop group Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich and is also the first Edgar Wright film with a female lead. Two, actually.

We find Thomasin McKenzie playing the role of Eloise, a girl who grew up in Cornwall with a passion for fashion that goes beyond a simple vocation. Her gift is a birthright and she lives it with the constant memory of her missing mother, a fact for which she still carries the painful consequences that create hallucinations and anxiety disorders.
The other incredible female lead is Anya Taylor-Joy as the lively and talented Sandy, determined to make a career in show business.

The strength of this film begins when the director takes us to see the world through a mirror. The unbridled passion that Eloise has towards London in the 60s, both musical and artistic, leads her to live a sort of double life with the eyes of the beautiful Sandy, who is forced to accept a whole series of compromises to try to achieve their goals.

The initial joy and enthusiasm so unstoppable as to unleash an artistic inspiration in Eloise as if it were dominated by an inner fire, soon transform into something very similar to the obsession that will bring her to the brink as she arrived there. Sandy before her.
The skilful construction of the script is on the thin line that separates the two parallel lives. Are they just visions of a fascinated girl from another time or are they real facts that somehow connected the two girls, albeit in different eras?

We find ourselves running between rooms, dark corridors, men hungry for power and at the same time also chasing reality, which tries to take refuge in a past that seemed to be able to carry out the task of a safe place but which, on balance, turns out to be only a source of further anguish and terror.
What is scarier, the present or the past?

Eloise, like none of us, can consciously answer this question because, as happens in the film, often our anxieties are also our greatest attractions and we end up craving their company while being aware that we will pay the price.
And a price, in the end, someone will pay very dearly.

With Last Night in Soho, Edgar Wright offers us a psychological thriller with horror nuances and guides us, bounces us from one life to another, from one existence to another, leading us in a funnel together with the two protagonists and leaving us some clues scattered here and there. There with which we can draw our conclusions and, why not, also ask our questions.
Is the past really better than the present?

By Matteo Orlandi

  • Available for rent on Rakuten Tv, Chili, Apple Tv and Amazon Prime Video.
  • Matteo Orlandi is the author of the novel «Mabel». Available in every bookshop in Italy, on Amazon and IBS from 28/04/22. For info, plot and pre-orders of the novel please see here.

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